Trasferirsi in Inghilterra con pochi soldi: la storia di Beatrice

Trasferirsi in Inghilterra è stato da sempre uno degli obiettivi di molti giovani italiani e, anche se ora causa Brexit è un pochino più complicato (è ancora possibile, tranquilli), in questo articolo voglio raccontarti di come io mi sono ritrovata a Brighton nonostante non avessi nessun piano e pochi soldi disponibili.

Era agosto 2020, Jacopo (l’altra metà di questo blog) era già partito per Chichester, una cittadina nel sud dell’Inghilterra, ed io non sapevo cosa inventarmi.


Stavo lavorando come animatrice in un campus estivo per mettermi da parte qualche soldo, ma immaginati la voglia che avevo di partire e fare un’esperienza all’estero, avendo già Jacopo lontano da casa! Per cui, a fine estate e a fine contratto di lavoro, ho controllato su internet il volo più economico per Londra, con destinazione finale la vicina Brighton.


A inizio settembre mi sono ritrovata in aeroporto pronta a partire con mezza valigia, un biglietto di sola andata, una camera pagata per sole due settimane e nessun lavoro.

Trasferirsi in Inghilterra: Beatrice nei suoi primi giorni a Brighton

Facciamo prima però un passo indietro.

Come detto, non avevo nessun tipo di organizzazione, nessun “piano” da seguire. Trasferirsi in Inghilterra per me è stato completamente improvvisato e, più o meno, è iniziato così:

  • Ho controllato i prezzi dei voli
  • Mi sono iscritta in un gruppo Facebook di italiani che vivono a Brighton chiedendo aiuto per trovare una camera in affitto (a mio parere, il modo migliore di cercare una sistemazione all’inizio)
  • Ho fatto videochiamate con i proprietari di qualche camera che mi sembrava interessante, anche se cercando qualcosa vicino al centro, a poco prezzo e con le bollette incluse la mia ricerca si stava facendo particolarmente complicata.

Immaginerai quanto io mi sia fatta prendere dall’agitazione! Volevo trovare qualcosa in fretta così da partire il prima possibile, ma nessuna camera che avevo visto tramite telefono era quella che volevo.


Il giorno dopo questa mia ricerca “disperata” della camera, un ragazzo portoghese mi scrive su Facebook dicendomi che aveva letto il mio post e che poteva darmi la sua stanza per due settimane mentre lui era in viaggio in Portogallo.

Ovviamente, ho risposto che avremmo potuto fare una videochiamata per vedere la camera e discutere il tutto. Quando meno me lo aspettavo, quel ragazzo dal nulla mi offrì esattamente quello che io stavo cercando. C’era solo un problema: potevo restarci sole due settimane. In quel momento però, con l’avvicinarsi della partenza, era l’unica cosa che avevo per le mani, quindi accettai. 

Praticamente, nel giro di un paio di giorni, il 10 settembre 2020 mi sono ritrovata con in mano un biglietto di sola andata e una camera affittata per due settimane. Inoltre, Jacopo riuscì a convincere i proprietari di casa sua ad ospitarmi per una settimana, così avrei avuto ancora più tempo per cercare lavoro nel caso fosse stato più complicato del solito.

Costo totale: 250£ per la camera e 20£ di volo. Nel portafoglio poi avevo da parte qualche altro risparmio, ma solo quelli guadagnati in 2 mesi d’estate lavorando part-time, quindi immaginati quanto poteva essere! Non è facile descriverti il mix di emozioni che iniziai a provare, tra adrenalina e ansia.

Ciò che contava di più però per me era il fatto che stavo finalmente per fare ciò che sognavo da molto.

Non volevo farmi ostacolare dai soldi e rinunciare a tutto solo perché avrei rischiato di tornare a casa dopo soli 20 giorni e per di più a tasche vuote. Avevo deciso di provarci lo stesso, tanto nel peggiore dei casi mi sarei fatta 20 giorni/un mese in Inghilterra, avendo la possibilità di passare del tempo con Jacopo che non vedevo da due mesi. Avevo solo da guadagnare da tutta questa storia!

Comunque, una volta arrivata in Inghilterra, passai un paio di giorni con Jacopo e poi iniziai subito a cercare lavoro sia online sia girandomi Brighton a piedi (la prima settimana ci spostavamo da Chichester fino alla “piccola Londra” in un’ora di treno) per lasciare il mio curriculum a quanti più bar, ristoranti e negozi possibili. Non avevo tempo da perdere!


Quando entrai nella camera che avevo affittato per due settimane tramite Facebook, avevo già per le mani 3 colloqui di lavoro fissati in soli pochi giorni dal mio arrivo. Praticamente in sola una settimana di ricerca lavoro riuscii ad avere l’imbarazzo della scelta. Alla fine, decisi di lavorare in un bar siciliano in pieno centro. Sarei stata circondata da italiani, ma non era un problema; non ero andata in Inghilterra per migliorare l’inglese, e comunque l’avrei parlato a prescindere con i clienti stranieri!

Sistemato il discorso lavoro in poco tempo, mi mancava ora di cercare una nuova sistemazione.


Provai di nuovo a cercare qualcosa nel gruppo Facebook di Italiani a Brighton, ma non c’era altro che mi interessava, quindi cercai su internet siti dove affittare camere nella zona. Ne trovai un paio molto validi ed anche li, dopo svariate visite e videochiamate (con in mezzo anche un episodio spiacevole che ti racconterò più avanti) trovai la giusta camera da affittare.


Era una casetta perfetta e non mi sembrava vero che finalmente ci ero riuscita: economica, con le bollette incluse e vicino al lavoro cosi da poterci arrivare a piedi, ed inoltre, pure colorata all’esterno di lilla! 

Questa è la storia di come è iniziata la mia esperienza a Brighton, la mia prima vera esperienza all’estero. Partita da sola, con zero certezze, ma con tanta voglia di farcela e tanta determinazione nel trovare esattamente quello che cercavo, senza dovermi per forza accontentare della prima cosa che mi veniva proposta.

Ho dovuto essere paziente, cosa per me difficile, e ho dovuto mantenere la calma senza farmi prendere dal panico quando non riuscivo a trovare la casa perfetta e i miei risparmi stavano per evaporare, cosa per me ancora più difficile, ma alla fine ce l’ho fatta e non potevo essere più fiera di me!

Quindi, caro lettore, trasferirsi in Inghilterra, anche con pochi soldi e poche certezze, è possibile (pure ora) e se il tuo desiderio è partire, provaci! Pazienza se andrà a finire male, vuol dire che doveva andare così e quella meta non era destino per te (credimi, ne so qualcosa anche io e più avanti ti racconterò pure questo).

Se ti capita di sentirti pessimista, pensa invece se va a finire bene quante storie avrai da raccontare!

3 pensieri riguardo “Trasferirsi in Inghilterra con pochi soldi: la storia di Beatrice

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