Jacopo e il Natale in Inghilterra lontano da casa

Trasferirsi all’estero ha anche i suoi aspetti negativi che rappresentano l’altra faccia della medaglia di un’esperienza di vita bellissima. Uno di questi io, Jacopo, l’ho vissuto l’anno scorso, quando ho passato il Natale in Inghilterra lontano da casa.

Partiamo col dire che non è stato facile, è vero, ma l’ho scelto io, non me ne pento e in questo articolo non leggerai nessuna lamentela a riguardo, è giusto però dare un colpo al cerchio e uno alla botte, parlando di pro e contro del vivere in un altro paese. Su questo argomento, inoltre, c’è molto da dire e sicuramente in futuro scriveremo altri articoli a riguardo, ma intanto, dato che la festa più bella dell’anno si avvicina, ti racconto di come ho vissuto il primo Natale lontano da casa.

Se hai letto il mio articolo di presentazione o la storia di come mi sono trasferito fuori Italia, saprai che a Luglio 2020 ho preso un volo di solo andata per l’Inghilterra. Un paio di mesi dopo, anche Beatrice mi ha raggiunto.

Durante questi mesi a Chichester, città che mi è rimasta nel cuore, sono stato veramente felice e ho passato momenti bellissimi. Non vi nascondo, però, che la nostalgia di casa si faceva sentire ugualmente. Per fortuna, avevo Beatrice a meno di un’ora di treno di distanza, ma a metà dicembre lei è dovuta tornare in Italia ed io sono rimasto in Inghilterra durante il periodo natalizio.

Un po’ per colpa del lavoro, un po’ a causa delle restrizioni sui viaggi, non ero riuscito a trovare il modo di tornarmene qualche giorno per passare le festività con la mia famiglia e i miei amici, ma ho dovuto rimandare tutto a fine gennaio.

Proprio questo periodo e in particolare il giorno di Natale è stato il più difficile per me.

Per fortuna, nella casa dove ho vissuto ho trovato una famiglia meravigliosa che mi ha accolto come fossi un figlio o un fratello. La proprietaria di casa, Lisa, una donna veramente dolce, capendo la mia situazione decise di invitare a mangiare con loro il 25 dicembre (poi capirete perché ho scritto “mangiare” anziché “pranzo” o “cena”).

Onestamente, all’inizio mi sentivo un po’ restìo, non volevo sentirmi di troppo.

Poi, però, dato che la mia manager decise di darmi Natale libero e che Lisa continuava ad insistere carinamente, decisi di accettare l’invito. Devo dire che è stata proprio una bella scelta.

Le famiglie inglesi sentono molto questa festività, tanto quanto quelle italiane. Casa super-addobbata, albero di Natale alto fino al soffitto, regali su regali per tutti, anche per il loro cagnolino, Frankie.

Per cui, dopo essermi svegliato abbastanza tardi perché la sera prima avevo lavorato, mi sono vestito bene e sono sceso pronto a passare un Natale diverso dal solito. L’odore del prosciutto arrosto preparato da Lisa già si faceva sentire e il mio pandoro farcito preparato il giorno precedente era bello pronto in frigo. La particolarità? Fino alle 16 non ci siamo seduti a tavola.

Esatto, ecco perché non ho specificato prima se fosse un pranzo o una cena! Non che mi sia stupito, comunque, sapevo che fuori Italia non sono abituati a fare due pasti come noi, e inoltre i figli di Lisa erano in giro con il loro papà a salutare i parenti.

Comunque, ho sfruttato l’occasione per aiutare Lisa in cucina e per fare un paio di aperitivi (al vino ci avevo pensato io!) e alla fine verso le quattro del pomeriggio abbiamo iniziato a mangiare l’antipasto. Dopodiché, mentre il prosciutto arrosto finiva di cuocersi, ci siamo spostati nel salone per i regali. In quel momento forse mi sono sentito veramente di troppo, ma sono riusciti a mettermi a mio agio, soprattutto dopo che ho realizzato che ognuno di loro mi aveva fatto un piccolo regalo, tra cui svariati cioccolatini!

Inoltre, avevo Frankie a tenermi compagnia, dopo che anche lui aveva scartato i suoi due regali.

Poi siamo di nuovo spostati in cucina per finire di mangiare, li ho stupiti con il mio super-delizioso pandoro farcito e alla fine mi sono ritrovato a pancia piena, con tre scatole di cioccolatini regalate, una corona di carta in testa e un po’ brillo (avevo scelto bene il vino) a chiacchierare con loro per praticamente tutta la serata.

La corona di carta mi donava devo dire

Insomma, ho passato davvero una bella giornata.

Questa è la piccola storia del mio Natale in Inghilterra lontano da tutti. Un Natale diverso, a tratti difficile, ma che grazie a una famiglia di persone carine e a tante videochiamate con famiglia, amici e Beatrice, ho comunque potuto inserirlo tra i bei ricordi. Perché è anche questo il bello di trasferirsi all’estero: il poter avere dei ricordi, siano essi belli, brutti o, come in questo caso, dolceamari. Non che non avrei preferito passarlo a casa quel Natale, ci mancherebbe.

Scambio di regali in lontananza

Comunque, alla fine sono tornato a gennaio e, tra pranzi, cene e regali, è come se avessi vissuto un secondo periodo natalizio. L’importante, in fondo, è rendere ogni giorno festoso quando si sta con le persone giuste, poco importa se sei in Italia o altrove.

Anche quest’anno sia io che Beatrice passeremo il Natale fuori e anche quest’anno la nostalgia di casa si sta facendo sentire e si farà sentire sempre di più. Torneremo a casa, però, e allora sarà comunque Natale, qualsiasi periodo dell’anno sia.

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