Cosa rispondo alle mie amiche quando mi chiedono: “Quando torni?”

Quando torni?

Una domanda all’apparenza semplice, alla quale però a volte non è per niente facile rispondere.

La prima volta che ho lasciato l’Italia era settembre 2020 e ora sono alla mia seconda esperienza lavorativa all’estero. In entrambi i casi, dopo un paio di mesi ho iniziato a ricevere quella fatidica domanda.

Mi manca molto di “casa mia”, a partire dalla mia famiglia per arrivare alle mie amiche. Proprio di loro e del mio rapporto con le “amichette” che voglio parlarti in questo articolo.

La sera prima della mia partenza per Brighton mi avevano tutte organizzato una piccola festa a sorpresa!

Loro, purtroppo o per fortuna, mi conoscono così bene da sapere che una vera risposta a questa domanda non c’è (e non c’è mai stata), perché non me lo sono mai chiesto nemmeno io quando sarei tornata. Sicuramente parte del problema è data dalla particolare situazione attuale, ma in ogni caso, tra lavoro e altro, non sarebbe comunque facile tornare spesso.

Quando sono partita per Brighton per la mia prima esperienza all’estero non ho acquistato nessun biglietto di ritorno. Questo perché non avevo, e nemmeno volevo, la minima idea di quando sarei ritornata a casa.

Per le feste di Natale o poco dopo? Oppure sarei tornata soltanto l’estate successiva?

La mia intenzione non era quella di tornare a breve, quindi, ogni volta che le mie amiche mi domandavano “Quando pensi di tornare?”, rimanevo sempre senza parole e con un’espressione ebete.

Alla fine, per vari motivi che non sto qui a spiegarvi ora, sono tornata in Italia prima di quanto pensassi, ma non per molto. Due mesi dopo, infatti, a febbraio 2021, sono di nuovo salita su un aereo con un biglietto di sola andata, questa volta destinazione Malta. Diversa destinazione, stessa idea in testa: né io né Jacopo abbiamo, infatti, una data di ritorno più o meno precisa.


Siamo partiti con lo spirito che piace a Jacopo (e che in queste occasioni adoro pure io), cioè organizzandoci soltanto la partenza, pensando “Poi si vedrà cosa succede“. Se lo state pensando, tutto ciò non è una questione di irresponsabilità o leggerezza, semplicemente entrambi ci sentiamo più liberi e siamo convinti che otterremo solo le cose che sono destinate a noi in quel preciso momento. Nell’ultimo anno, infatti, ho imparato una severa lezione: ciò che non è destinato a te, non accadrà; per quanto tu possa lottare o desiderare quella cosa, non accadrà.

Non è un pensiero pessimista, ma negli ultimi anni mi sono sempre più convinta che sì, bisogna combattere per i propri sogni, ma alla fine si avverano solo quelli che si devono avverare in quel preciso momento.

Comunque, questa è stata una “botta” che ho vissuto sulla mia pelle, ma va bene così. La vita, intesa come il vivere senza paura e senza rimpianti, funziona in questo modo ed è speciale per questo.

Certo, non è per tutti partire alla cieca e senza nessuna sicurezza. È normale andare alla ricerca di certezze. Tutto però dipende da quanto queste certezze sono importanti per te. Io e Jacopo, forse perché ci annoiamo facilmente, preferiamo vivere più liberi, o meglio, più “leggeri”. Non è facile sentirsi liberi in questo periodo, purtroppo, però la sensazione di avere soltanto un biglietto, una valigia e un sogno… semplicemente ha qualcosa di meraviglioso, anche se è difficile da spiegare.

Quando ti ho parlato di come mi sono trasferita in Inghilterra con veramente pochi soldi e con soltanto una stanza affittata per 15 giorni, dicevo sul serio. Non avevo idea di cosa avrei fatto dal 16esimo giorno in poi! Non nego che ero in ansia, eccome se lo ero, però l’ansia era surclassata dall’adrenalina per ciò che stavo facendo.

È vero, mi piace essere organizzata nella vita, avere i pezzi del puzzle che si incastrano alla perfezione, ma quando si tratta di viaggiare è diverso. Non voglio avere una data di scadenza, tantomeno partire sapendo da subito quando quella mia avventura, se così vogliamo chiamarla, finirà. È come avere un orologio sulla schiena che mi scandisce il tempo per me. Voglio invece pensare di poter restare in un posto quanto mi pare, che sia per tanto o per poco, fino a che non trovo di meglio o finché non mi sono stancata di viverci.

E’ una sensazione che mi fa sentire libera.

Ovviamente, ha anche i suoi contro, non posso negarlo. Proprio questi contro sono il motivo per cui, quando le mie amiche mi chiedono quando torno a casa, io non riesco a dargli una risposta.

Malgrado il telefono che ci separa, siamo sempre insieme, no?

Vorrei tantissimo rivedere loro e la mia famiglia; come già detto, “casa mia” mi manca tanto, anche se so che non voglio viverci, però è casa mia. Malgrado ciò, quando sono partita per l’estero, anche se non avevo alcun piano, avevo comunque l’intenzione di stabilirmi un giorno da qualche altra parte nel mondo, dopo avermelo girato un po’ ed è dunque normale che io non voglia una data di ritorno.

Qual è il mio posto nel mondo io ancora non l’ho capito e di certezze ne ho poche.

Una di queste però, ce l’hanno anche le mie amiche: la nostra è una scommessa d’amore!

(Grazie Gloria, Tania, Stefania, Simona, Benedetta, Aurora e Gaia per far parte della mia vita da tanto tempo e malgrado la distanza; grazie per avermi sempre sostenuta nelle mie scelte. Vi voglio bene, profondamente, ad ognuna di voi).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...