Come trasferirsi in Inghilterra post Brexit nel 2022

Introduzione

Trasferirsi in Inghilterra fino a qualche anno fa era molto semplice: tutto ciò che ti serviva era una carta d’identità e una SIM inglese fatta appena arrivato sul posto. Dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE, comunque, il processo si è un po’ complicato, ma è ancora possibile cercare di trasferirsi oltre manica.

Ancora una volta, noi di “passport,please” vogliamo provare a darti una mano, spiegandoti come trasferirsi in Inghilterra post Brexit nel 2022.

Prima di iniziare, però, vogliamo precisare che i passaggi che elencheremo valgono per trasferirsi in tutto il Regno Unito, quindi anche Galles, Scozia e Irlanda del nord. Noi ci riferiremo all’Inghilterra per semplicità e perché è la destinazione preferita di tanti Italiani, in particolare la capitale Londra.

Comunque, è importante che non consideri questa come una guida definitiva, dato che le cose potrebbero cambiare in fretta.

Ricordati, infatti, che sia UE che UK sono due super-potenze mondiali e ognuna ha qualcosa che interessa all’altra. Per ora le trattative sono bloccate, sia a causa del Covid che per colpa dei classici “tira e molla” dei burocrati di entrambi le parti, ma in qualsiasi momento potrebbero esserci novità.

Il modo migliore per rimanere aggiornati e non avere soprese è quello di seguire la sezione “Visas and immigration” del sito ufficiale del governo inglese.

Bene, ora siamo pronti a spiegarti come ti puoi trasferirsi in Regno Unito, tu hai preso carta e penna?

Iniziamo!

Photo by Dolapo Ayoade on Unsplash

Pre-settled status

Come già detto, trasferirsi in Inghilterra prima del 1° gennaio 2021 era molto semplice per noi europei. Tutti quelli che hanno potuto dimostrare di vivere in UK già da prima di quella data (anche solo per pochi giorni e senza lavorare), tra cui anche io e Beatrice, hanno potuto richiedere il Pre-settled status.

Il Pre-settled status è un documento riservato ai cittadini di determinate nazionalità che attesta appunto la presenza nel Regno Unito già da prima della Brexit e grazie al quale è possibile rimanere a lavorare in UK.

Quindi, se hai vissuto un Inghilterra per un periodo di tempo prima dell’inizio del 2021 e hai richiesto il Pre-settled status prima del 30 giugno 2021, potresti essere ancora in tempo per trasferirti in UK senza visto.

Per non dilungarci troppo qui, ti rimandiamo alla sezione dedicata del sito ufficiale del governo inglese, dove puoi trovare tutte le informazioni necessarie.

Trasferirsi in Inghilterra: Il visto lavorativo

Se invece non sei mai stato in Inghilterra e vorresti trasferirtici per la prima volta, la situazione cambia. Avrai infatti bisogno di un visto lavorativo.

Il visto lavorativo si richiede sempre attraverso il sito del governo inglese e viene assegnato utilizzando un sistema a punti. Questo sistema punta ad essere meritocratico, infatti i cittadini di qualsiasi nazionalità iniziano dalla stessa base di partenza.

Per potere richiedere un visto lavorativo, i requisiti minimi sono:

  • Avere una competenza specifica. Le competenze richieste possono variare e alcune professioni, tipo infermieri o camionisti, garantiscono un punteggio più alto;
  • Trovare una compagnia inglese che ti faccia da sponsor e garantisca uno stipendio minimo di 25600 sterline all’anno;
  • Dimostrare di avere una discreta conoscenza della lingua inglese (minimo B1).

In ogni caso, il visto serve soltanto per lavorare, mentre non ne avrai bisogno per fare volontariato fino a 30 giorni, svolgere corsi o scambi culturale di massimo 6 mesi, oppure prendere parte a meeting o colloqui di lavoro.

Dimostrare la conoscenza della lingua inglese

Prima della Brexit tanti italiani sceglievano di fare un’esperienza di lavoro in Inghilterra anche, e soprattutto, per imparare o affinare il loro inglese.

Ad oggi questo non è più possibile, almeno che non si arrivi in UK per fare un corso o uno scambio culturale.

Infatti, per essere assunti in qualsiasi posto di lavoro occorre un visto e per ottenere il visto serve dimostrare una discreta conoscenza della lingua inglese. Ci sono diversi modi per certificare il proprio B1:

  • Superare un test di inglese specifico chiamato SELT;
  • Avere frequentato un periodo scolastico in UK prima dei 18 anni;
  • Avere una laurea svolta in lingua inglese.

Purtroppo, la scuola tradizionale non prepara bene all’inglese, ma ad oggi fortunatamente esistono vari modi per perfezionare la conoscenza della lingua.

Anche in questo caso, come ti abbiamo detto in un precedente articolo, la lingua non è un ostacolo, un’opportunità. Infatti, la voglia di trasferirti in Inghilterra ti spingerà ad imparare bene l’inglese, una skill che in ogni caso ti tornerà molto utile!

Photo by Aron Van de Pol on Unsplash

Ho ottenuto il visto lavorativo per trasferirmi in Inghilterra. Adesso cosa devo fare?

Come abbiamo visto la procedura per trasferirsi in Inghilterra è cambiata dopo la Brexit ed è diventato un po’ più complesso tentare un’esperienza in UK.

Se, però, avete i requisiti necessari e riuscire ad ottenere il visto lavorativo, il processo da seguire successivamente è lo stesso di qualche anno fa, quando ancora l’Inghilterra era nell’UE.

Trovare un alloggio

La prima cosa da fare quando si riesce ad ottenere un visto per trasferirsi in Inghilterra è sicuramente trovare un alloggio.

La soluzione migliore è probabilmente quella di prenotare in ostello per due/tre settimane e nel mentre cercare una camera o un appartamento.

I siti migliori per cercare una sistemazione sono Spareroom o Gumtree, ma molto utili sono anche i vari gruppi Facebook come Italiani a Londra, Italiani in UK o Radio Londra-Italia.

Comunque, dovete stare attenti ma non siate troppo diffidenti, come vi abbiamo detto raccontandoti di quando Beatrice si è trasferita in Inghilterra, lei aveva trovato un appartamento stupendo per un mese tramite Facebook già dall’Italia!

Numero di telefono inglese

Trovata una sistemazione è molto importante pensare subito a farti una SIM inglese. Potrebbe sembrare inutile, in realtà è necessario per due motivi:

  1. Con la Brexit il roaming è diventato (o diventerà a breve, a seconda della compagnia) a pagamento;
  2. Solo con un numero inglese potete contattare i Job Center e prendere l’appuntamento per il NIN.

Entrambi noi in Inghilterra avevamo optato per Giffgaff, molto semplice da richiedere e abbastanza conveniente.

National Insurance Number (NIN)

Come detto, il numero di telefono inglese ti servirà per contattare i Job Center e richiedere il National Insurance Number (NIN).

Il NIN è l’equivalente del nostro codice fiscale e serve ad attestare che lavorate e pagate le tasse in Inghilterra. Per questo motivo, ti sarà richiesto dal tuo datore di lavoro al momento del contratto.

Durante la chiamata ai Job Center ti chiederanno varie informazioni e poi ti daranno un numero provvisorio (da poter consegnare al datore di lavoro) mentre aspetti che ti arrivi il NIN definitivo a casa, generalmente nel giro di due settimane.

Anche per questa procedura, comunque, ti ricordiamo che è meglio tenerti aggiornato attraverso il sito ufficiale.

Photo by Van Tay Media on Unsplash

Conto corrente con IBAN inglese

Dopo che hai sistemato le questioni più urgenti e importanti, è arrivato il momento di ottenere un IBAN inglese.

A meno di situazioni eccezionali, aprire un conto corrente presso una banca tradizionale come HSBC, Halifax o Santander all’inizio non è possibile, o comunque molto difficile.

Il consiglio è quello di aprire conti con Monzo o Revolut, due banche online inglesi sicure e veramente utili. Pensa che entrambe le banche ti permettono di cambiare i vostri soldi in diverse valute in pochi secondi e ritirare fino a 200 pound gratuitamente da qualsiasi sportello (N.B. In Inghilterra moneta e banconote vi saranno praticamente inutili, pensa che la metà degli esercizi accetta soltanto pagamenti con carta).

Trasferirsi in Inghilterra: gli ultimi consigli

Insomma, come abbiamo visto trasferirsi in Inghilterra post Brexit può sembrare complicato, ma non è impossibile.

I passaggi che ti abbiamo elencato e i requisiti che descritti sono la base di partenza che ti servirà per iniziare la richiesta di un visto lavorativo. Vogliamo però darti qualche ultimo consiglio in più:

  • Controlla le professioni richieste sul sito del governo. Per ora sono richiesti principalmente skilled workers, ma come detto le cosa potrebbero (e dovrebbero) cambiare presto;
  • Crea un CV in inglese ed applicate dall’Italia. Attenzione, però, i CV anglosassoni sono diversi da quelli europei. Innanzitutto, devi evitare la foto nel CV (almeno che non venga espressamente richiesta) ed evitare il formato Europass. Non è necessario mettere la data di nascita o il genere, ma vogliono che ti soffermi sulle tue esperienze e sulle soft-skills, oltre a chiedere una bella lettera di presentazione;
  • Evita di affidarvi ad agenzie o “guru”. Iniziano a nascere varie agenzie che vi promettono di farvi ottenere il visto e di trovarti lavoro in cambio di un pagamento. Siano esse agenzie serie oppure truffe, il consiglio è quello di evitare. Perché pagare per qualcosa che potete fare da soli?

Abbiamo lasciato il consiglio più importante per ultimo: non lasciarti demoralizzare, niente è impossibile e con tempo, impegno e pazienza tutto si può ottenere. Dovrai soltanto capire bene come funziona il processo e studiare per arrivare ad avere i requisiti necessari.

Buona fortuna!

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