5 (+1) motivi per cui abbiamo lasciato l’Italia

Se ci segui da un po’, probabilmente saprai la nostra storia e che, nel 2020, abbiamo iniziato le nostre avventure all’estero. Ti abbiamo parlato dell’Inghilterra, di Malta, della (non) storia di Beatrice in America, ma non ti abbiamo ancora detto perché abbiamo lasciato l’Italia.

Ebbene, è arrivato per noi il momento di mettere le carte in tavola.

Perché proprio ora?

Quando siamo tornati in Italia dopo la prima esperienza in Inghilterra, ci siamo sentiti subito a casa, dal primo giorno. Infatti, quella in UK è stata un’esperienza abbastanza corta e, in qualche modo, particolare visto il periodo.

Qualche settimana fa, poi, siamo tornati di nuovo in Italia dopo quasi un anno a Malta. Questa volta, però, abbiamo provato una strana sensazione. Per la prima volta, ci siamo resi conto che la nostra vita era altrove.

Famiglia, amici, e tutte le persone e i luoghi a cui vogliamo un mondo di bene erano lì in Italia insieme a noi, ed eravamo grati per questo. Però sapevamo di avere anche la nostra casetta in affitto, il nostro lavoro e i nostri amici conosciuti in questi mesi di permanenza nell’arcipelago maltese.

Quindi, dato che la nostra avventura all’estero da piccola esperienza si sta trasformando in qualcosa di molto concreto, abbiamo deciso di cercare le ragioni per cui due anni fa abbiamo fatto le valigie ed abbiamo preso un aereo con in mano un biglietto di sola andata.

Alcune puramente personali, altre dovute alla situazione nel “bel paese”, ognuna di queste ci ha spinto un po’ di più verso la nostra attuale condizione.

Tutte, comunque, dipendono dalla nostra visione del mondo, per cui ti chiediamo di non rimanere offeso da questo articolo, ma noi cosi la pensiamo.

Bene, dopo questo piccolo disclaimer, è arrivato il momento di raccontarti i 5 (+1) motivi per cui abbiamo lasciato l’Italia

Il primo Natale insieme lontani da casa (ma al caldo)

1. Voglia di vedere di più, di uscire dal “piccolo paese”, e scoprire nuovi modi di vivere

Partiamo da quello che forse è il motivo principale per cui abbiamo lasciato l’Italia, nonché il più personale.

Per entrambi noi, già da piccoli, quello di uscire dal “piccolo paese” era un sogno e un bisogno. Abbiamo sempre creduto, e questa convinzione è cresciuta ancora di più, che il mondo sia troppo grande e bello per passare una vita intera nello stesso luogo.

Non che sia sbagliato farlo, intendiamoci, ma noi due siamo persone che si stancano e annoiano facilmente, per cui dovevamo (e dobbiamo ancora) “cambiare aria”.

Per cui, la prima ragione è proprio questa: la voglia di vedere di più, di scoprire cosa c’è fuori dal nostro piccolo paese e da tutto quello che conosciamo bene sin da piccoli. Scoprire nuovi modi di vivere, nuove culture, nuovi “pensieri”. Tutte cose che, pur rimanendo solo in Europa, a volte cambiano radicalmente.

Credici, c’è veramente tanto lì fuori.

2. Abbiamo lasciato l’Italia per crescere e maturare

Un’altra ragione per cui abbiamo deciso di lasciare l’Italia è quella di voler crescere e maturare.

Rimanere vicino alla propria famiglia e ai propri amici non solo è meraviglioso, ma da anche quel senso di protezione e tranquillità. Al contrario, quando si vive a chilometri di distanza da casa propria, questo senso viene meno e si inizia a capire di dover contare soltanto sulle proprie forze.

Per noi, sapere di poter contare esclusivamente su noi stessi in caso di necessità o problemi non è, e non è mai stato, motivo di spavento, anzi. Abbiamo sempre visto il doversela cavare da soli come uno stimolo, o magari in qualche modo anche come una sfida personale.

Abbiamo sempre sentito questo bisogno di “evolverci”, di diventare completamente indipendenti. Prendere un aereo e volare via dalla propria casa è il modo migliore per farlo, crescendo e maturando nel mentre.

Le esperienze all’estero cambiano le persone sotto tanti aspetti. Uno di questi aspetti è quello di diventare adulti, inteso come l’essere indipendenti di fronte a qualsiasi situazione, sia comoda che scomoda, ed è uno dei cambiamenti che più abbiamo apprezzato nel corso di questi due anni lontani da casa.

3. Sentivamo, e sentiamo ancora, che l’Italia non è il paese giusto per i nostri sogni

Photo by Randy Tarampi on Unsplash

Qualche tempo fa leggevamo un articolo della CNBC riguardo la “Great Resignation“, letteralmente “Grande Dimissione”.

Questo fenomeno, descritto da un economista statunitense, indica un trend di licenziamenti volontari dal lavoro iniziato alcuni anni fa e accentuato durante la pandemia. All’interno di questo trend ci sono soprattutto giovani, che ormai se ne fregano del posto fisso, preferendo lavori flessibili e che garantiscono maggiore libertà.

Entrambi noi facciamo parte di questo trend, tanto che, come ti abbiamo già raccontato, Jacopo ha lasciato un lavoro sicuro per traferirsi all’estero durante la pandemia.

Cosa c’entra questo col perché abbiamo lasciato l’Italia?

Come detto, anche noi, direttamente e indirettamente, abbiamo preso parte alla “Great Resignation“. Il nostro sogno è quello di vivere da nomadi digitali, lavorando da qualsiasi parte del mondo ed avendo quanto più tempo possibile per noi.

Questo sogno non è facile da raggiungere ed abbiamo bisogno di tempo e opportunità per lavorarci.

Stando in Italia, ci siamo resi conto che questo non era possibile. C’erano, e ci sono ancora, veramente poche opportunità di lavoro da remoto, specialmente se non hai esperienza. Inoltre, i lavori che avevamo trovato non ci permettevano di fare ciò che stiamo facendo ora, cioè studiare e dedicarsi ad altre attività nel mentre, come questo blog.

Sia in Inghilterra che a Malta, invece, abbiamo entrambi trovato lavori che ci hanno permesso non solo di mantenerci, ma di avere tempo e soldi da investire nella nostra formazione digitale e nei nostri obiettivi.

L’Italia non è il paese giusto per realizzare i nostri sogni, quindi, perché abbiamo sempre creduto che non ci sono opportunità di avere le libertà economiche e personali necessarie per dedicarsi ai propri obiettivi.

4. Abbiamo lasciato l’Italia per cercare continuamente nuove opportunità

Entrambi noi siamo persone che si stancano facilmente. Infatti, siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di eccitante, oltre che sempre pronti e vogliosi di crescere e imparare.

Per cui, quando pensavamo di rimanere nella stessa posizione per anni e anni, a fare lo stesso lavoro, senza mai crescere o crescendo molto lentamente, ci sentivamo chiusi in gabbia. Questa era una sensazione che non riuscivamo a toglierci, non importa quanto ci guardassimo in giro, tutto sembrava darci ragione.

Anche qui, per entrambi sia in UK che a Malta, invece, la situazione è cambiata. Entrambi siamo riusciti a crescere all’interno delle aziende per cui abbiamo lavorato nel giro di pochi mesi, soprattutto ora in questa piccola isola.

Inoltre, Malta ci ha regalato un’azienda super-solida che ci ha fatto entrare in un settore che non conoscevamo minimamente, l’iGaming. Quest’azienda ci ha assunto dall’Italia, ci ha aiutati nel trasferimento, ci ha garantito quasi un mese di training pagato, ci ha dato un buono stipendio e un contratto indeterminato dal giorno 1 e promozioni interne dopo solo 7 mesi.

Purtroppo, la dura verità è che il mercato del lavoro italiano è bloccato, o comunque procede molto lentamente. Quindi, così come crediamo che l’Italia non sia il paese giusto per realizzare i nostri sogni, siamo anche convinti che le opportunità di crescita sono molto inferiori rispetto a quelle che si hanno all’estero.

5. Libertà personali

Questo motivo è un po’ un “pallino” personale di Jacopo, anche se ci troviamo entrambi d’accordo.

Magari sarà stato un bias cognitivo dovuto alla voglia di lasciare l’Italia, ma sentiamo che qui abbiamo più libertà a livello personale.

Cosa intendiamo?

Intendiamo libertà di scegliere il nostro futuro, di mandare tutto a quel paese e ricominciare di nuovo se qualcosa non ci piace, di scegliere per la nostra pensione, per i nostri risparmi e per la nostra salute.

Ci sentiamo meno “debitori” verso lo Stato o verso le aziende, più padroni di noi stessi.

6. Avere storie da raccontare!

La prima settimana insieme in Inghilterra!

Bene, questo articolo è stato fin troppo serio. Ultimo, ma non per importanza, vogliamo quindi parlarti di un motivo che più leggero, ma assolutamente non superficiale.

Abbiamo lasciato l’Italia perché abbiamo sempre voluto avere storie da raccontare.

Storie di quando ci siamo quasi persi nella Tube di Londra, di quando Jacopo se l’è fatta sotto per un atterraggio aereo mancato o di quando è stata Beatrice a farsela sotto durante una view a Brighton. Storie di paesaggi mozzafiato e luoghi diversi da come ce li si aspetterebbe. Di persone incontrate, diventate subito amiche e poi di nuovo sparite in chissà quale parte del mondo.

Di storie da raccontare già ne abbiamo parecchie, ma non abbiamo la minima intenzione di accontentarci!

Questo è solo l’inizio.

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