Come è nata la voglia di viaggiare e come ha cambiato noi e la nostra visione del mondo

Se ci segui già da un po’ avrai già sicuramente capito che, rispetto a prima delle nostre esperienze all’estero, siamo molto cambiati. Anche quando ti abbiamo parlato del perché abbiamo lasciato l’Italia, abbiamo lasciato intendere quanto questi due anni abbiano influito non solo sulla nostra vita, ma anche sulle nostre personalità.

Anche se questi cambiamenti sono stati spontanei e silenziosi, ci capita spesso di captarli da soli, soprattutto quando ci stupiamo di come reagiamo di fronte a diverse situazioni.

Certo, anche il fatto di vivere da soli ed essere ormai diventati completamente indipendenti gioca un ruolo importante, ma ci sentiamo di dirti che in realtà molto in noi è cambiato da quando abbiamo iniziato a viaggiare o, per meglio dire, da quando abbiamo iniziato a voler vivere una vita “diversa”.

Questo è il motivo per cui abbiamo aperto questo blog ed anche perché ti spingiamo sempre a partire e a farti almeno un’esperienza all’estero.

Per farti capire meglio anche a te e per dimostrarti che ciò che diciamo è vero, abbiamo deciso di parlarti proprio di come è nata la voglia di viaggiare e di come ha cambiato noi e la nostra visione del mondo.

Come è nata la voglia di viaggiare

Dire che ti vogliamo raccontare come è nata la voglia di viaggiare è un po’ fuorviante. Quella, infatti, ce l’abbiamo sempre avuta e, diciamolo chiaramente, non è nemmeno poi così rara.

In realtà, infatti, ciò di cui vogliamo parlarti è di come abbiamo capito di non voler condurre una vita fatta di orari di ufficio, sabati dove si deve uscire per forza, domeniche da coma, lunedì spaventosi e qualche giorno di ferie all’anno.

Come detto, la voglia di viaggiare c’è sempre stata. Una volta diplomati, comunque, entrambi abbiamo iniziato a sentire che le nostre vite ci andavano strette. Ci sentivamo irrealizzati, annoiati e ci sembrava di soffocare.

Non ci mancava niente, intendiamoci. Semplicemente, quella non era la vita adatta a noi.

Avevamo bisogno di una scossa.

Ad aprirci gli occhi è stato un ragazzo che, come noi, sentiva di voler condurre una vita “diversa” e che proprio da questo tipo di vita ha fatto nascere un blog stupendo e alcuni libri meravigliosi.

Stiamo parlando di Gianluca Gotto e del suo blog “Mangia, Vivi, Viaggia“.

Grazie ai suoi articoli abbiamo capito che esiste un tipo di vita che fa per noi e per cui siamo felici di impegnarci e lottare. In particolare, nel libro “Le coordinate della felicità“, Gianluca racconta di come è arrivato a condurre una vita da nomade digitale e noi ci siamo ritrovati in molti passaggi, soprattutto quando parla dell’infelicità provata quando viveva a Torino.

Una volta letto quel libro, non c’è stato più nulla da fare. Ormai eravamo decisi nel voler prendere anche noi la strada del nomadismo digitale.

Sfortunatamente, la pandemia e le restrizioni si sono messe di mezzo, costringendoci a temporeggiare. Nulla, però, ci ha impedito di lasciare l’Italia e farci un paio di esperienze all’estero, le quali ci hanno già dato tanto.

In ogni caso, questo per noi è solo l’inizio!

Come la voglia di viaggiare ha cambiato noi e la nostra visione del mondo

Un pensiero molto comune, che è anche perlopiù giusto, è che viaggiare cambia le persone. Effettivamente, ogni viaggio ci regala qualcosa e scoprire quanto è grande e vario il mondo, ci aiuta a capire che ogni individuo è diverso e ad apprezzare questa diversità.

Allo stesso tempo, inoltre, ci aiuta a capire che è inutile mettersi su un piedistallo, oppure metterci qualcun altro, o magari provare invidia, perché tutti noi, a prescindere da chi siamo e cosa facciamo, non siamo altro che granelli di sabbia. Abbiamo la fortuna di poter passare del tempo, a volte anche parecchio, con qualche altro granello di sabbia, ma per il resto ognuno ha la propria vita che va avanti in modo autonomo.

A nessuno interessa ciò che fai e a te non dovrebbe interessare ciò che fanno gli altri.

Soltanto questo tipo di pensiero ci ha aiutati a lasciare andare un po’ di pesantezza e ad essere più noi stessi e a vivere come ci pare e piace.

Noi abbiamo avuto la fortuna di vivere e lavorare in posti multiculturali a contatto con persone provenienti da praticamente ogni parte del mondo, ed ogni persona con cui abbiamo parlato aveva una storia diversa da raccontare e tanti sogni in testa, proprio come noi.

Questo ci ha aiutato ad aprire gli occhi, ad essere consapevoli che di opportunità ce ne sono veramente tante e per qualsiasi gusto, basta solo saperle cercare. Anzi, spesso si riesce pure a crearsele da soli.

Quindi, abbiamo anche iniziato a non volerci accontentare. Non sappiamo ancora troppo bene dove vogliamo andare, ma abbiamo un’idea chiara su come dovrebbe essere la nostra vita. Questo ci spinge ogni giorno a impegnarci, crescere e migliorarci.

Ora abbiamo un obiettivo, ma al tempo stesso ci sentiamo realizzati grazie a quello che stiamo facendo in questo momento.

Non ci sentiamo più soffocare, non ci sentiamo più infelici. Spesso ci manca casa nostra e tutti gli affetti rimasti in Italia, ovviamente, però purtroppo questo è uno dei contro di questa vita con i quali dobbiamo convivere.

Tuttavia, se non ci siamo fatti fermare da una pandemia, non ci faremo fermare nemmeno dalla distanza con i nostri cari. Ogni volta che torniamo a casa è una gioia e ogni giorno non vediamo l’ora di riabbracciare tutti.

La nostra vita, però, al momento è senza radici e senza “posto fisso”, inteso come lavoro, casa o nazione!

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